Generazioni a confronto

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Le cose più divertenti, come sempre, nascono per caso e si rivelano volentieri.
E capita di ritrovarsi a condividere uno spazio reale di vita, fatto di conversazioni sul proprio lavoro e sul proprio operato. L'obiettivo è sempre lo stesso: impegnarsi a rispondere sulle domande, perchè se avessi avuto risposte preconfezionate e standardizzate avrei sicuramente utilizzato i superpoteri.


Superpoteri che naturalmente non ci sono. Meglio mantenere i piedi per terra ed occuparsi di ridurre quelle distanze emotive che hanno inaridito velocemente e senza fronzoli la nostra società civile.



Umanità cercasi, come si paventa negli ultimi anni. 
Eppure, qualcuno deve farlo davvero, in punta di piedi e con il cappello in mano.
Ieri sera, infatti, ci siamo lasciati con l'opera "Love" di Milov: due bambini di luce prigionieri di gabbie metalliche. È stata la sintesi perfetta: dietro ogni conflitto per un videogioco o un social, c'è un bisogno di contatto che aspetta solo di essere riconosciuto.
Grazie ai genitori che ieri si sono messi in gioco, andando oltre la 'corazza metallica' per ritrovare quel porto sicuro che i nostri figli cercano disperatamente. Anche quando urlano con un telefono in mano.

Grazie al Progetto Cresce e alla APS I Sogni di Don Bosco per l'opportunità.
Per chi non è stato presente fisicamente ieri sera, ecco il link della diretta.


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